La mia Parola dell'Anno per il 2017

Volevo che la mia parola dell’anno per il 2017 fosse qualcosa tipo “organizzazione” o “perseveranza”, volevo una parola forte mirata a chiudere le lacune che so di avere e che sento pesare non poco.
Il percorso per svelare la mia parola dell’anno ha invece tirato fuori altro: la mia parola guida per il 2017 sarà Danshari. Una parola che mi aleggiava attorno già da metà 2016. 

La filosofia del "Danshari" fa parte delle filosofie zen, la parola “Danshari” in giapponese è scritta 断捨離 ed i kanji che lo compongono significano rispettivamente:
断る “kotowaru” “rifiutare”
捨てる “suteru” “buttare, gettare via”
離れる “hanareru” “allontanarsi, prendere le distanze”.
Da qui il composto 断捨離 “danshari” ovvero gettare tutto ciò che di superfluo ingombra la nostra vita.


Ma Danshari non è gettare via tutto alla cieca, non è nemmeno scegliere cosa buttare, è proprio l’opposto, è scegliere cosa tenere. Si applica agli oggetti accumulati nel tempo, ma anche alle persone di cui ci circondiamo, ai sentimenti e pensieri da cui ci lasciamo guidare, alle situazioni che scegliamo di vivere, a noi stessi. Danshari è prendere coscienza di quello che è veramente importante per noi, quello che ci fa felici, che ci fa sentire bene, che ci serve e allontanarci da tutto il resto. Chiudere i cerchi, avere il coraggio di lasciar andare ciò che ha fatto il suo corso. Decidere di fare o di non fare, ma decidere ed agire di conseguenza.

Il 2017 sarà per me l’anno del Danshari. 

Un Danshari fisico, materiale, emotivo, professionale, sociale, mentale. E chissà, magari mi porterà anche la capacità organizzativa e la perseveranza di cui sento il bisogno ^______^


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